STORIA E CURIOSITÀ SU SANTO STEFANO
Il 26 dicembre è una data che, sebbene spesso associata al relax post-natalizio, porta con sé significati e tradizioni profondamente radicate in diversi paesi e culture. Questa giornata, dedicata a Santo Stefano, il primo martire della cristianità, offre anche spunti di riflessione storici e culturali. La storia di Santo Stefano nel corso degli anni, a causa della sua trasmissione orale, ha subito delle modifiche. Da un punto di vista religioso, si dice che Stefano fu nominato diacono di Cristo per evangelizzare i popoli. La sua storia e le leggende collegate alla sua vita sono decisamente interessanti da conoscere.
SANTO STEFANO
Ecco alcune curiosità che rendono il 26 dicembre e Santo Stefano così particolari!
1) L’ETIMOLOGIA DEL NOME STEFANO
L’origine del nome Stefano è greca (‘stephanos’ dall’aramaico ‘kelila’). I santi omonimi Stefano sono oltre 50, fra essi Stefano fu il primo a essere lapidato per la fede sotto Tiberio, giusto nove mesi dopo la morte di Gesù: perciò il suo nome significa incoronato martire. Egli veniva chiamato pure Kelilan che in lingua semitico-aramaica significa corona, termine passato poi al gergo sportivo, dove vale ‘corona d’alloro’ con cui si cingono gli atleti vincitori delle Olimpiadi.
2) IL PRIMO MARTIRE DELLA STORIA
Santo Stefano è venerato come il primo martire cristiano (protomartire), un titolo che gli è stato conferito perché fu il primo discepolo di Gesù a sacrificare la propria vita per la fede. Stefano era un diacono della comunità cristiana di Gerusalemme e fu condannato alla lapidazione intorno all’anno 34 d.C. per aver proclamato apertamente la sua fede.
La celebrazione di Santo Stefano il 26 dicembre, subito dopo il Natale, simboleggia la connessione tra il sacrificio e il dono della vita di Cristo. Questa scelta liturgica sottolinea il tema della continuità tra l’amore di Dio e la testimonianza di fede degli uomini.
Stefano fu uno dei primi cristiani ad essere martirizzato. Secondo la tradizione cristiana, fu lapidato dopo un’accorata difesa della sua fede davanti al Sinedrio, il tribunale ebraico, attirando così l’ira dei suoi oppositori.
3) PATRONO DI MOLTE CATEGORIE DI PERSONE
Santo Stefano è considerato il patrono di molte categorie di persone, inclusi i muratori, i calzolai, i conciatori e i cavalli. È anche il patrono di diversi paesi e città. In alcune regioni d’Italia, il giorno di Santo Stefano è associato a diverse tradizioni, come ad esempio le gare di barche a remi nel Veneto o le rappresentazioni teatrali nel Lazio.
Nella tradizione cristiana Stefano ha un’importanza fondamentale, perché è considerato il primo martire della storia. Per alcune versioni Stefano era un ragazzo ebreo, per altri greco. Quello su cui si concorda è che a un certo punto della sua vita si è convertito al Cristianesimo, diventandone una sorta di testimone vivente.
Santo Stefano è comunemente raffigurato giovane e senza barba, indossante la dalmatica, una veste romana utilizzata dai diaconi, insieme alla stola. È considerato il protettore degli spaccapietre e dei muratori. A lui viene attribuito il potere di allontanare il mal di testa secondo molti credenti. Con la sua storia e il culto diffusosi nel corso dei secoli, Santo Stefano Protomartire rimane un simbolo di fede e sacrificio, mantenendo viva la sua eredità nella storia della cristianità. La diffusione delle sue reliquie testimonia il profondo culto e la venerazione tributati a Santo Stefano in tutta la cristianità, con la costruzione di numerose chiese, basiliche e cappelle in suo onore, tra cui il celebre edificio di San Stefano Rotondo al Celio, costruito nel V secolo da papa Simplicio.
4) UN PO’ DI STORIA SU SANTO STEFANO
Gli storici hanno confermato che Stefano e Gesù hanno vissuto negli stessi anni e che, dopo la sua conversione, il ragazzo sia stato coinvolto dagli apostoli nel progetto di evangelizzazione, entrando nel gruppo dei sette diaconi inviati nel mondo per divulgare la parola di Cristo. Nel 36 d.C, accusato di blasfemia (anche se su false prove, solo per incastrarlo), Stefano è stato condotto davanti al Sinedrio a Gerusalemme, lo stesso davanti al quale Gesù era stato condannato a morte. A lui è toccata la stessa sorte: così è diventato il protomartire, ovvero il primo martire della storia cristiana
Nonostante Santo Stefano sia molto importante per i fedeli cattolici, la sua vita è curiosamente poco documentata. Si ignora la sua provenienza, ma si suppone che avesse origini greche. A quel tempo, Gerusalemme era un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse. È stato anche ipotizzato che fosse un ebreo educato nella cultura greca. Quello che si sa con certezza, è che fu uno dei primi giudei a diventare cristiano. Iniziò a seguire gli Apostoli, e per la sua immensa cultura, saggezza e fede, diventò anche il primo dei diaconi di Gerusalemme.
5) DOVE SI CELEBRA SANTO STEFANO
Nel nostro Paese, Santo Stefano è diventato festivo solo nel 1947. Tuttavia, a richiederlo non è stato la Chiesa cattolica, nonostante la fama del Santo, ma il motivo è da ricercarsi nell’intento di prolungare la vacanza di Natale, creando due giorni festivi consecutivi. Lo stesso vale anche per il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta), festa non religiosa ma istituita per prolungare le festività pasquali. Un aspetto particolare nel racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina Santo Stefano a Gesù, è il suo perdono prima di morire lapidato. Anche Dante nella Divina Commedia, racconta di aver assistito ad una scena toccante: quella della lapidazione di Stefano che, morente, invoca il perdono per i suoi persecutori. Santo Stefano dunque muore affidando la propria vita a Dio e perdonando i suoi persecutori. Santo Stefano viene celebrato il 26 dicembre per avvicinarlo simbolicamente a Gesù, nato il 25 dicembre, proprio per il fatto che è stato il primo martire cristiano, ossia il primo che ha sacrificato la sua vita per la fede in Cristo.
Oltre che in Italia, il giorno di Santo Stefano è una festa nazionale in Austria, Città del Vaticano, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Romania, San Marino e Svizzera italiana. Nel Regno Unito e in vari Paesi del Commonwealth si celebra nella stessa data anche il Boxing Day (a meno che non cada di domenica, nel qual caso si celebra il 27 dicembre), in cui si fanno doni alle persone meno fortunate. Santo Stefano è anche il santo patrono della Serbia, ma qui si festeggia il 9 gennaio, secondo il calendario giuliano.
6) LA FESTA “DOPPIA” IN ITALIA E IL SIGNIFICATO DEL GIORNO FESTIVO
In Italia, il 26 dicembre è un giorno festivo riconosciuto dallo Stato, ma non è sempre stato così. Fu introdotto come festività civile solo nel 1947, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per prolungare il periodo di celebrazioni natalizie. La scelta di rendere Santo Stefano un giorno festivo è strettamente legata alla tradizione cattolica del paese, che vede la figura del santo come simbolo di generosità e sacrificio.
Curiosamente, non tutti i paesi cattolici dedicano una festività a Santo Stefano. Ad esempio, in Spagna il 26 dicembre è lavorativo, salvo in alcune regioni autonome come la Catalogna, dove assume un valore culturale e familiare legato al pranzo in compagnia.
7) LE CURIOSITÀ SU SANTO STEFANO
Non solo Vangeli: intorno alla figura di Stefano, martire che ha accettato la morte con serenità in nome del suo amore per Cristo, sono nate tantissime leggende. Una delle più belle è legata alla Natività: si racconta infatti che la notte di Natale, davanti alla capanna in cui è nato Gesù, una folla di persone si era riunita per adorarlo. Una ragazza, insieme a un gruppo di madri, cercava di avvicinarsi per vedere la Madonna: si chiamava Tesia e non aveva figli, nonostante fosse un suo desiderio. Per entrare nel gruppo delle persone intorno alla mangiatoia, Tesia avvolse una pietra in un panno fingendo che fosse un bambino. La leggenda narra che la Madonna se ne accorse e per rendere felice Tesia che tanto desiderava un figlio trasformò la pietra in un bambino in carne e ossa. Il suo nome, secondo la leggenda, era Stefano.
8) LE RELIQUIE DI SANTO STEFANO
Un’altra curiosità su Santo Stefano è legata alle sue reliquie, ovvero ai suoi resti umani e venerati nel culto di questo santo. Ce ne sono tantissime sparse in tutta Europa. Oltre a essere il protagonista del 26 dicembre in Italia, Stefano è anche patrono della Serbia, che però lo celebra il 9 gennaio seguendo il ritmo del calendario gregoriano.
9) IL CULTO SU SANTO STEFANO
In un discorso tenuto nel 425, Sant’Agostino riferisce che, subito dopo il ritrovamento a Gerusalemme del corpo di santo Stefano, nel 415, iniziarono a verificarsi miracoli nei suoi luoghi di culto. Ci parla dell'”antichissima memoria di Santo Stefano” esistente ad Ancona fin dall’epoca del martirio, sorta in seguito all’arrivo in città di un marinaio che avrebbe assistito alla lapidazione del protomartire e ne avrebbe testimoniato la fede e il coraggio, viene pure citato un luogo di culto africano del Santo: Uzala, nei pressi dell’odierna Tunisi. Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica nella cristianità in Occidente si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo, mentre il 27 dicembre si celebra nella cristianità in Oriente. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.
10) BOXING DAY: LA TRADIZIONE DEL DONO IN INGHILTERRA
Nei paesi anglosassoni, il 26 dicembre è noto come Boxing Day, una festività legata alla beneficenza. Il nome deriva dall’usanza medievale di donare scatole (boxes) contenenti denaro o regali ai dipendenti, ai meno fortunati e ai lavoratori. In epoca vittoriana, i padroni di casa spesso distribuivano queste scatole il giorno successivo al Natale come segno di riconoscenza. Oggi il Boxing Day è sinonimo di eventi sportivi, in particolare il calcio, e delle grandi offerte commerciali che inaugurano la stagione dei saldi. Tuttavia, in alcune comunità inglesi, si continua a mantenere vivo il significato originario della giornata, promuovendo attività di beneficenza.
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