LA STORIA DEL LIOTRU, L’ELEFANTE SIMBOLO DI CATANIA

A Catania, nella bella Piazza Duomo, si impone alla vista un singolare elemento di una fontana, è il liotru, l’elefantino nero come la lava di cui è composto, assurto a simbolo ufficiale della città dal 1239. Il Liotru è l’elemento principale della Fontana dell’Elefante, che oggi potete ammirare al centro di Piazza Duomo. La scultura che rappresenta l’elefante, ricavata da un unico blocco di roccia lavica, poggia su un possente piedistallo ed è sormontata da un obelisco alto oltre 3 metri e mezzo.
LA STORIA DEL LIOTRU
Ancora oggi non si è riusciti a fare una esatta ricostruzione circa la sua origine, e scarse sono le notizie circa i luoghi di permanenza prima della collocazione a tutti nota. Per sapere la verità bisognerebbe chiedere a lui. La storia del Liotru è infatti avvolta di mistero, a partire dal suo nome, Liotru appunto, che si vuol fare derivare da quello di un mago dell’VIII secolo d.C.
La notizia ampiamente documentata è invece quella che l’elefante e il sovrastante obelisco di epoca romana, furono rimontati nel 1736, secondo il progetto dell’Architetto Vaccarini, seguendo il modello berniniano dell’Elefante della Minerva, a Roma. L’obelisco che sormonta l’elefante, è molto probabilmente originario dell’Egitto, ed è stato condotto a Catania ai tempi delle crociate. Il basamento reca due sculture che simboleggiano i fiumi Simeto e Amenano, e, ai lati dell’elefante, una gualdrappa marmorea reca incisi gli stemmi di Sant’Agata, la patrona di Catania.
LA SCULTURA RAPPRESENTA TRE CIVILTA’

La scultura dell’elefante si pensa voglia rappresentare le tre civiltà punica, egizia e cristiana. Ciò giustificherebbe i simboli della croce, palme e globo posti a coronamento del monumento. Molti elementi dunque confluiscono nell’elefante, eletto simbolo della città: quello di carattere apotropaico, quello religioso e anche quello storico, se è vero che l’elefantino si ricollega forse all’impresa di Annibale, che stupì l’Impero Romano, proprio con le sue truppe armate di elefanti.
Il nome Liotru, che la leggenda vuole derivi dal Mago Eliodoro che lo cavalcò, sarebbe stato attribuito all’elefante per il fatto che fu costruito dal mago stesso con la lava dell’Etna attraverso i propri magici poteri, al fine di compiere alcuni velocissimi viaggi da Catania a Costantinopoli. Dopo un lungo oblio l’elefantino venne ricondotto in città dai padri Benedettini del monastero di S. Agata e venne posto ad adornare una porta detta, appunto, “di Liodoro”.
COSA LEGA L’ELEFANTE AD ELIODORO
Cosa lega l’elefante ad Eliodoro, un mago che si ipotizza visse intorno al 725 d.C.? Tutto potrebbe ricollegarsi all’antichissimo culto di Dionisio nell’isola, che ebbe molta diffusione nel periodo ellenistico. Un collegamento si trova infatti nel mito che narra che Dionisio sconfisse le Amazzoni a cavallo di un elefante. A Catania in seguito a questo, potrebbe essere stata predisposta la scultura in pietra lavica al fine di proteggere la città dalla furia dell’Etna. Elemento apotropaico dunque, che giustificherebbe la permanenza della funzione di portafortuna del Liotru, assurto a simbolo della città.
Essendo un oggetto di culto, all’inizio del Cristianesimo, venne portato fuori le mura della città dove rimase per alcuni secoli. Secondo una variante della leggenda nella seconda metà dell’VIII secolo, lo conservò proprio Eliodoro, il mago che infine si ridusse a un mucchio di cenere -come viene rappresentato in due piccole opere pittoriche che si conservano nella sacristia della Cattedrale e nel Museo Civico, rispettivamente attribuite al pittore trapanese Vincenzo Errante (sec. XIX) e a Giuseppe Patania, pittore palermitano della fine del Settecento.
Nel 1508, a causa del completamento del vecchio Palazzo di Città, la porta di Liodoro venne abbattuta e l’elefantino, venne posto sull’alto del prospetto a settentrione, come emblema della città. Dopo il terremoto del 1693, l’elefante conobbe un successivo periodo di abbandono, e nel 1727, grazie all’intervento di Filippo d’Orville, venne ripreso insieme all’obelisco egizio che adesso lo sormonta.
COSA SI CONOSCE DEL LIOTRU
Iniziamo col raccontarvi ciò che è certo. L’opera è stata realizzata da Giovanni Battista Vaccarini dopo il terremoto che distrusse Catania l’11 gennaio 1963. Un piedistallo di marmo bianco al centro di una vasca è la base del monumento in cui, due sculture, riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l’Amenano.
La Fontana dell’Elefante, all’interno della quale è inserita la statua, ha origini più recenti. L’opera fu infatti realizzata da Giovanni Battista Vaccarini nella prima metà del XVIII secolo, durante la ricostruzione di Catania a seguito del catastrofico sisma del 1693.
Prima di rientrare in Sicilia, Vaccarini si era formato a Roma, città nella quale studiò le opere del maestro Gian Lorenzo Bernini. Nella composizione della Fontana dell’Elefante, Vaccarini trasse infatti ispirazione dal berniniano Obelisco della Minerva (o Pulcin della Minerva), che si trovava (e si trova tutt’ora) nei pressi del Pantheon di Roma.
Prima della ricostruzione settecentesca di Catania, la scultura si trovava sotto l’Arco di Liodoro, ed in precedenza era stata custodita dai monaci benedettini. Il sisma del 1693 arrecò seri danni al Liotru: la proboscide si spezzò e le zampe posteriori si frantumarono. Il restauro fu opera dello stesso Vaccarini, che aggiunse anche le zanne e gli occhi in pietra bianca. A seguito dell’Unità d’Italia, fu proposto di spostare l’intera Fontana dell’Elefante da Piazza Duomo a Piazza Palestro, lontana dalla Cattedrale di sant’Agata, ma il progetto vide l’opposizione del popolo.
La famosa statua dell’elefante, rivolto con la proboscide verso la cattedrale di Sant’Agata, sormonta il monumento. Ai lati di quest’ultima, su un rivestimento marmoreo, sono incisi gli stemmi di Sant’Agata.
COSA E’ AVVOLTA NEL MISTERO
È proprio la statua dell’elefante ad essere avvolta nel mistero. Vari studiosi, nei secoli, hanno cercato di dare risposta al quesito riguardante la sua costruzione. La versione più accreditata è oggi quella del geografo Idrisi, che vide la statua durante un suo viaggio in Sicilia nel XII secolo e ne collocò la realizzazione al periodo di dominazione cartaginese. Secondo quanto riportato da Idrisi l’elefante era considerato dai catanesi una statua magica, che proteggeva la città dalla potenza delle eruzioni.
Ultimo elemento caratterizzante del monumento è l’obelisco, posto sulla schiena dell’elefante, che fu probabilmente portato da Syene a Catania durante le crociate. Decorato da figure di stile egizio che, tuttavia, non trasmettono un messaggio di senso compiuto, sulla sua sommità sono stati montati un globo circondato da una foglia di palma che rappresenta il martirio e un ramo di gigli a rappresentare la purezza. In una tavoletta metallica posta più in alto troviamo una croce e l’iscrizione “MSSHDPL”: Mente sana e sincera, per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria” dedicata alla Santa Patrona della città, Agata.
Non si sa con esattezza né quando il Liotru sia stato scolpito né da chi: le ipotesi più accreditate suggeriscono che risalga al periodo della dominazione cartaginese della Sicilia, alcuni secoli prima della nascita di Cristo.
Avvolta in parte nel mistero è anche la storia del monumento dell’Elefante, sito in piazza Duomo, divenuto oggi simbolo iconografico per antonomasia della città. Monumento di cui ogni segmento è intriso di significato.
PERCHE’ L’ELEFANTE E’ SIMBOLO DI CATANIA
Molti turisti restano un po’ sorpresi nell’apprendere che il simbolo di una città siciliana sia proprio un elefante. Come dicevo, tutto nasce proprio dalla statua inserita oggi nella Fontana dell’Elefante risalente a tempi molto remoti. La domanda potrebbe quindi essere “Perché mai gli antichi hanno scelto di rappresentare un animale così insolito per quest’area. Non lo sappiamo con esattezza ma è noto che un tempo, ben prima della colonizzazione greca dell’isola, la Sicilia fosse abitata da elefanti nani. Secondo la tradizione (testimoniata già in tempi molto antichi), un elefante scacciò dall’area sulla quale sorge oggi Catania tutti gli animali pericolosi, facendo sì che potesse essere abitata. In segno di riconoscenza, i catanesi scolpirono una statua che raffigurava proprio un elefante. Sembra inoltre che in passato il Liotru fosse considerato una statua magica, in grado di proteggere (con alterna fortuna) la città dalle eruzioni dell’Etna.
In ogni caso, fino al 1239, il simbolo di Catania era un altro: l’effigie di san Giorgio. In quell’anno, Federico II elevò Catania al rango di città regia, non più alle dipendenze del vescovo bensì demanio del re. Per sottolineare il raggiungimento di questo traguardo dopo decenni di continue rivolte, i catanesi vollero dotarsi di un nuovo simbolo civico, e scelsero appunto il Liotru.
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